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1- Traversie

SEAdeflect

Alla forza del mare si oppongono scogliere emerse o affioranti o immerse; sono molto affidabili ma comportano anche controindicazioni:

  • quelle "emerse", influiscono sul panorama e le bocche sono soggette alla risacca;
  • le "affioranti" con le mareggiate riempiono d'acqua l'invaso protetto formando canali di riflusso che scavano l'arenile;
  • le rampe delle dighe "immerse" (le soffolte) fanno emergere l'onda, poi però la cresta scorre su strati liquidi fermi e poco si consuma (acquaplanning);
  • i "pennelli" diretti verso il largo influiscono sulle correnti tangenti le coste, provocando mulinelli che, se da una parte accelerano i flussi e quindi scavano, dall'altra tendono all'insabbiamento.


In darsene e canali l'arginamento si esegue frequentemente con palancole, che però comportano rifrazione delle onde e quindi disagi agli ormeggi ed ai naviganti; pur se usate come barriere contro le onde comportano risacca sugli accessi.

SEAdeflect (a sinistra) é la proposta traspirante, che fraziona l'onda e consuma l'energia nei gomiti dei percorsi ad imbuto, pur lasciando defluire le correnti; l'orientamento di montaggio dei profili, permette ai di trattenere i sedimenti sospesi nell'acqua o di facilitarne la fuoriuscita. In foto, l'esempio inox per onde forza 4.

Per affrontare il mare
e far salvaguardia costiera e rimpascimento spiaggie, progettiamo speciali palancole su montanti inclinati innestati su perni al fondo (la diga si monta in cantiere e la si innesta dal pontone; il presidio é statico ma rimovibile).
Per ridurre le rifrazioni sulle sponde di canali e darsene proponiamo speciali profili in polietilene, da impiegare come rivestimento e sfilabili per la pulizia.


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